La guida pubblicata dal ministero francese offre un quadro chiaro su cosa definisce un prodotto biologico. Un alimento può essere considerato bio solo se proviene da agricoltura biologica e rispetta i requisiti previsti dalla normativa europea. Tra i criteri fondamentali ci sono il divieto di pesticidi, fertilizzanti e diserbanti di sintesi, l’esclusione degli OGM e il rispetto del benessere animale. Per i prodotti trasformati, almeno il 95% degli ingredienti deve essere di origine biologica.
Il documento elenca inoltre le categorie ammesse alla certificazione bio: prodotti agricoli non trasformati come cereali, frutta, verdura, latte e uova; prodotti trasformati destinati all’alimentazione umana, come pane, formaggi e piatti pronti; alimenti per animali; sementi e materiale di propagazione vegetale. Questa guida istituzionale si rivela preziosa per distinguere il biologico da quanto viene percepito semplicemente come “naturale” o “non trattato”.
La certificazione biologica si basa infatti su regole tecniche rigorose e controlli ufficiali, garantendo trasparenza e qualità. La chiarezza del testo lo rende accessibile anche a un pubblico ampio, facilitando la comprensione delle etichette e delle certificazioni bio presenti sul mercato.





