La storia dei coloranti alimentari
I coloranti alimentari sono da sempre parte integrante della nostra esperienza sensoriale con il cibo e le bevande. La capacità di attrarre l’occhio con colori vivaci ha spinto l’umanità a cercare modi per colorare ciò che mangia, evolvendo da semplici estratti naturali a sofisticate molecole sintetiche.
Le origini: il colore come simbolo e funzione nel cibo
Fin dall’antichità, il colore nel cibo aveva un valore simbolico e pratico. In molte culture, determinati colori erano associati a festività, rituali religiosi o stati di salute. Colorare il cibo aiutava anche a mascherare imperfezioni o alterazioni e a renderlo più appetibile.
Fonti naturali di coloranti
- Vegetali: piante come la robbia (rosso), la curcuma (giallo), la paprika (rosso-arancio), l’indaco (blu), e molte bacche (viola e blu).
- Animali: il famoso carminio, estratto dall’insetto cochenille, usato sin dai tempi dei Maya e degli Aztechi, e poi introdotto in Europa nel XVI secolo.
- Minerali: ossidi di ferro per colori marroni o rossi, argille e terre colorate.
Questi coloranti naturali, pur essendo generalmente sicuri, presentavano limiti:
- Instabilità alla luce, calore e pH.
- Colori meno intensi e uniformi.
- Costi elevati per l’estrazione.
La Rivoluzione Industriale e l’avvento dei coloranti sintetici
La scoperta dei coloranti artificiali
La svolta avvenne nel 1856 con William Henry Perkin, che sintetizzò accidentalmente la malachite verde (un colorante organico) mentre cercava un trattamento per la malaria. Da quel momento, la chimica organica diede impulso alla creazione di nuovi pigmenti sintetici, inizialmente destinati all’industria tessile.
L’entrata nei prodotti alimentari
Dalla fine del XIX secolo, molti coloranti sintetici vennero adottati anche nell’industria alimentare per:
- Ridurre i costi.
- Aumentare la stabilità cromatica.
- Offrire una gamma più ampia e brillante di colori.
Tra i primi coloranti alimentari sintetici troviamo:
- Tartrazina (E102): un giallo brillante.
- Rosso allura AC (E129): un rosso intenso.
- Blu brillante FCF (E133): un blu stabile e vibrante.
- Giallo tramonto FCF (E110): un giallo-arancio.
Una storia di scoperte e divieti
Prime preoccupazioni
Nel corso del XX secolo emersero dubbi circa la sicurezza di alcuni coloranti sintetici, soprattutto dopo studi che evidenziavano effetti tossici o cancerogeni su animali da laboratorio. Nel 1906 negli Stati Uniti venne istituita la FDA (Food and Drug Administration), incaricata di regolamentare additivi e coloranti.
Alcuni episodi emblematici:
- Nel 1920, il colorante Rosso 2G fu vietato per la sua potenziale tossicità.
- Il Amaranto (E123), usato come rosso sintetico, venne bandito negli USA dopo studi sugli animali che ne evidenziavano effetti cancerogeni.
I coloranti sintetici vietati
Ecco un elenco dei principali coloranti alimentari sintetici che sono stati vietati o limitati nel corso del tempo a causa di preoccupazioni per la salute, tra cui potenziali effetti cancerogeni, tossicità o allergie:
🟥 Coloranti rossi
E123 – Amaranto
Vietato nell’Unione Europea, negli Stati Uniti e in altri paesi. Studi sugli animali hanno mostrato potenziali effetti cancerogeni.
Il colorante alimentare E123 – Amaranto è stato introdotto nel 1958 come colorante sintetico per alimenti. Appartiene alla classe dei coloranti azoici e produce una tonalità di rosso acceso. È stato utilizzato in vari prodotti alimentari, tra cui sciroppi, gelatine, conserve e bevande rosse. cscolors.it
Tuttavia, nel corso degli anni, sono emerse preoccupazioni riguardo alla sicurezza dell’Amaranto. Studi sugli animali hanno suggerito potenziali effetti cancerogeni e tossicità. Di conseguenza, l’uso dell’Amaranto è stato vietato in molti paesi, tra cui l’Unione Europea e gli Stati Uniti.
E127 – Eritrosina B
Vietato in molti paesi, inclusi gli Stati Uniti, per sospetti effetti cancerogeni e tossicità.
Il colorante E127, noto anche come Eritrosina B (o FD&C Red No. 3 negli Stati Uniti), è stato scoperto dal chimico svizzero Karl Kussmaul nel 1876 presso l’Università di Basilea.
Fu rapidamente commercializzato dall’azienda locale Bindschedler & Busch per la tintura di lana e seta, e il suo utilizzo come colorante alimentare fu legalizzato negli Stati Uniti con il Pure Food and Drug Act del 1906.
E128 – Rosso 2G
Vietato in molti paesi, inclusi gli Stati Uniti, per sospetti effetti cancerogeni e tossicità.
Il colorante E128 – Rosso 2G è un colorante azoico sintetico. Sebbene non ci sia una data di “scoperta” specifica universalmente riconosciuta come per una nuova molecola, dato che si tratta di un composto sintetico, la sua produzione e utilizzo nell’industria dei coloranti risalgono a prima del 1949.
È stato storicamente utilizzato come colorante alimentare in alcune giurisdizioni, inclusa l’Unione Europea (dove era designato come E128), ma la sua approvazione è stata successivamente sospesa a causa di preoccupazioni sulla sicurezza. In particolare, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha sollevato preoccupazioni sulla sua sicurezza nel luglio 2007, portando al suo divieto nell’Unione Europea poco dopo.
🟩 Coloranti verdi
E142 – Verde S
Vietato in molti paesi, inclusi gli Stati Uniti, per sospetti effetti cancerogeni e tossicità.
Il colorante E142 – Verde S (conosciuto anche come Verde Brillante BS o Verde Lissamina) è un colorante sintetico del gruppo dei triarilmetani.
Si tratta di un composto sviluppato nell’ambito dell’industria dei coloranti sintetici, che ha avuto un’esplosione nel XIX secolo con la scoperta della prima anilina sintetica nel 1856 da parte di William Henry Perkin.
Il Verde S è stato sviluppato come parte di questa evoluzione nella chimica dei coloranti. Le informazioni disponibili indicano che la sua produzione e il suo impiego sono consolidati nel corso del XX secolo, con studi sulla sua sicurezza e rivalutazioni dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) avvenute nel 2010, sebbene la sua Dose Giornaliera Accettabile (DGA) fosse già stata stabilita precedentemente, ad esempio nel 1969 e poi ridotta nel 1984 dal JEFCA (Joint FAO/WHO Expert Committee on Food Additives).
🟦 Coloranti blu
E132 – Blu brillante FCF
Autorizzato in molti paesi, ma con limitazioni. Alcuni studi hanno sollevato preoccupazioni su potenziali effetti allergici.
Il colorante E133 – Blu brillante FCF (o FD&C Blue No. 1 negli Stati Uniti) è un colorante sintetico del gruppo dei triarilmetani, strettamente correlato al Verde S (E142).
Il Blu brillante FCF è il risultato dello sviluppo dell’industria dei coloranti sintetici, che ha avuto un forte impulso a partire dalla seconda metà del XIX secolo.
Questo tipo di coloranti è stato sviluppato in laboratorio per ottenere colori brillanti e stabili, difficili da ottenere con i coloranti naturali. Il Blu brillante FCF è ampiamente utilizzato nell’industria alimentare, farmaceutica e cosmetica.
🟨 Coloranti gialli
E102 – Tartrazina: Autorizzato in molti paesi, ma con limitazioni. Alcuni studi hanno sollevato preoccupazioni su potenziali effetti allergici e iperattività nei bambini.
🟫 Coloranti marroni
E150c – Caramello solfito-ammoniacale
Autorizzato in molti paesi, ma con limitazioni. Può contenere 4-metilimidazolo (4-MEI), una sostanza che in studi su animali ha mostrato potenziale cancerogenicità.
Il colorante E150c, noto come Caramello solfito-ammoniacale, non è stato sviluppato come una specifica classe di caramello colorante.
I coloranti caramello sono suddivisi in quattro classi (E150a, E150b, E150c, E150d) a seconda dei reagenti utilizzati durante il processo di riscaldamento controllato dei carboidrati.
E150c (Caramello ammoniacale): Viene preparato mediante riscaldamento controllato dei carboidrati in presenza di composti ammoniacali (come idrossido di ammonio, carbonato di ammonio, bicarbonato di ammonio, ecc.).Il caramello E150c è spesso associato alla colorazione di birre scure, prodotti da forno e salse.
🔴 Altri coloranti
E180 – Lithol rubino BK
Vietato in molti paesi, inclusi gli Stati Uniti, per sospetti effetti cancerogeni e tossicità.
Il colorante E180 – Lithol Rubino BK (anche noto come Pigment Red 57:1) è un colorante azoico sintetico.
Il Lithol Rubino BK fa parte di una classe di pigmenti organici sintetici che sono stati sviluppati industrialmente a partire dalla fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo. La chimica dei coloranti azoici, a cui appartiene il Lithol Rubino BK, ha visto un’enorme crescita in quel periodo, con lo sviluppo di numerosi brevetti e processi da parte di diverse aziende chimiche in Germania e in altri paesi europei.
Il Lithol Rubino BK è un sale di calcio di un acido sulfonico naftalenico. Viene prodotto tramite una reazione di accoppiamento azoico. È comunemente usato come pigmento in inchiostri da stampa, vernici e plastiche. Nell’industria alimentare, il suo utilizzo è limitato a specifiche applicazioni, come la colorazione della crosta di alcuni formaggi.
Le autorità di sicurezza alimentare, come l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), hanno riesaminato la sua sicurezza, ad esempio nel 2010, ma la sua introduzione e l’utilizzo industriale risalgono a molto prima.
Nota: Le normative sui coloranti alimentari variano da paese a paese. Alcuni coloranti vietati in un paese possono essere autorizzati in un altro, ma spesso con limitazioni specifiche. È sempre consigliabile consultare le normative locali o le autorità sanitarie competenti per informazioni aggiornate.





