In Italia, la certificazione dei prodotti biologici, come frutta, ortaggi, carne e formaggi, è affidata a organismi di controllo autorizzati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MIPAAF). Per ottenere la certificazione, un’azienda agricola deve innanzitutto inviare la documentazione a un organismo riconosciuto e notificare l’avvio della procedura alla Regione competente.
Il percorso include il rispetto rigoroso della normativa sul biologico e un periodo di conversione durante il quale le pratiche agricole si adeguano agli standard richiesti. Tra i principi fondamentali della certificazione vi sono l’assenza di organismi geneticamente modificati (OGM), l’allevamento degli animali in condizioni di vita dignitose (all’aria aperta, con foraggi biologici) e la preferenza per prodotti stagionali.
I consumatori possono riconoscere un prodotto biologico autentico controllando l’etichetta, che deve riportare il codice identificativo del produttore o dell’ente di certificazione, la dicitura “proveniente da agricoltura biologica” e il logo europeo raffigurante una foglia verde stilizzata. In questo modo, il bio segue i cicli naturali dell’ambiente, garantendo qualità e rispetto per l’ecosistema.





