I primi nel greenwashing

I primi nel greenwashing

In Italia, diverse imprese sono state accusate di tali pratiche. Ecco un elenco di alcune di queste aziende: ​jebo.it

ENI
Nel 2020, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha multato ENI con una sanzione di 5 milioni di euro per pubblicità ingannevole relativa al carburante “Eni Diesel+”, promosso come prodotto “green” nonostante fosse derivato principalmente da fonti fossili.Wikipedia, l’enciclopedia libera+1Clifford Chance+1

Poste Italiane
Alcune associazioni dei consumatori hanno accusato Poste Italiane di pubblicità ingannevole, sostenendo che l’azienda promuoveva una sostenibilità ambientale non supportata da azioni concrete.ReStart in Green+1Wikipedia, l’enciclopedia libera+1

Intesa Sanpaolo
La banca è stata citata in un report per pratiche di greenwashing, in particolare riguardo a fondi d’investimento presentati come sostenibili ma che non rispettavano pienamente i criteri ESG (ambientali, sociali e di governance).Economia Circolare

Benetton
Secondo un’indagine di Greenpeace, Benetton non ha ottenuto buoni risultati in termini di sostenibilità, con la necessità di fornire maggiori informazioni per produrre in modo più responsabile e rivedere la definizione di “cotone sostenibile”.Greenpeace

Calzedonia/Intimissimi
Sempre secondo Greenpeace, Calzedonia deve rendere veritiere le dichiarazioni sulla tracciabilità delle filiere e adottare un sistema che gestisca le sostanze chimiche pericolose, passando dalle parole ai fatti.Greenpeace

È importante notare che le accuse di greenwashing possono variare in gravità e che le aziende possono intraprendere azioni correttive in risposta a tali critiche. Pertanto, è consigliabile consultare fonti aggiornate per ottenere informazioni recenti sulle pratiche aziendali.

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